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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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In un panorama contemporaneo dove il termine "somatico" rischia di diventare un’etichetta commerciale generica, è essenziale tornare alla precisione dei termini che fondano la nostra disciplina. L'articolo che prenderemo in esame per questa riflessione è tratto dall'ultima letteratura tecnica internazionale della nostra comunità: Titolo: The Philosophical Touch: Returning to the Root of “Somatics” Autore: Andrew Rosenstock, Certified Rolfer® Pubblicazione: Structure, Function, Integration: Journal of the Dr. Ida Rolf Institute®, Edizione Gennaio 2026. In questo approfondimento, il Certified Rolfer® Andrew Rosenstock esplora le origini filosofiche e il significato profondo del termine "somatica". L'articolo evidenzia come questa parola, coniata da Thomas Hanna nel 1976, non si riferisca a una tecnica specifica, ma a una prospettiva: il corpo esperito dall'interno, piuttosto che come un oggetto esterno. Per i professionisti del Rolfing®, rivendicare questa visione trasforma il lavoro da un semplice intervento tecnico a un'offerta relazionale e percettiva centrata sull'esperienza vissuta della persona. L’essenza del Soma Thomas Hanna riconobbe una lacuna nel modo in cui la cultura occidentale parlava del corpo. Come filosofo e educatore, osservò che il linguaggio dominante della medicina trattava il corpo come un oggetto: qualcosa da osservare dall’esterno, misurare e correggere. Hanna propose una visione radicale: il corpo non come "cosa", ma come "sé". Il Soma è il corpo così come viene sentito e vissuto dall'interno. Questa distinzione cambia tutto: la somatica non è un metodo o un trend (come lo slow-movement), ma un'epistemologia, ovvero un modo di conoscere basato sull'esperienza interna. Prima di Hanna, la filosofia aveva già tracciato questa strada. Edmund Husserl distingueva tra Körper (il corpo-oggetto, misurabile) e Leib (il corpo-vissuto, abitato). Successivamente, Maurice Merleau-Ponty affermò che "Il corpo è il nostro mezzo generale per avere un mondo". Non abitiamo solo un corpo, siamo il nostro corpo nel suo rapporto con lo spazio. Perché questo è vitale per il Rolfing®? L'Integrazione strutturale Rolfing® non è solo una tecnica manuale, ma una pratica percettiva. Se dimentichiamo la radice somatica, rischiamo di ridurci a tecnici che cercano di "aggiustare" una struttura. Quando invece lavoriamo con il Soma, il nostro tocco diventa un ascolto. La fascia non cambia semplicemente perché applichiamo una pressione forte; cambia perché il sistema nervoso percepisce una nuova possibilità e sceglie di riorganizzarsi. Come rolfers, non imponiamo un cambiamento, ma invitiamo il sistema della persona a ritrovare una nuova armonia con la gravità. L'Associazione Italiana Rolfing (AIR), riconosciuta dal MISE, promuove questa visione di alta professionalità: il Rolfer® non interviene su un corpo-oggetto, ma accompagna il "Soma" della persona verso una nuova consapevolezza e libertà di movimento, garantendo standard formativi e deontologici d’eccellenza.
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Rolfing® Cos’è? Perché provarlo? Cosa mi porterò a casa? Domenica 10 Novembre una mattinata di pratica e studio per te che lavori con il corpo! Tre Rolfer™(Nicola Carofiglio, Andrea Brighi ed Eleonora Celli) dedicheranno il loro tempo e competenze nel condividere con te e il resto del gruppo quei principi che potranno cambiare il modo in cui ti approccerai al corpo: origine, forma, funzione, intenzione! Sei un atleta, personal trainer, danzatore o appassionato del benessere in generale? Stai vivendo qualche fastidio nel tuo corpo? Incontri difficoltà nell’esecuzione di alcuni gesti motori? Vuoi approfondire la tua visione per lavorare meglio con gli altri? Domenica 10 Novembre a Piacenza è il momento giusto per venire a conoscere il Rolfing®! Dalle 9.30 alle 12.30 Come nasce il movimento L’organizzazione corporea nel tempo e nello spazio: coordinazione e orientamento Condivisione dei principi di Rolf Movement™ e laboratorio esplorativo degli spazi Pieni e Vuoti nel corpo: entrare in sintonia con la percezione che hai di te (immagine e schema corporeo), per cambiare immagine cinestetica e sensitiva e migliorare il modo in cui ti organizzi in gravità. Dal semplice camminare, all’esecuzione di un gesto, o una performance sportiva/artistica, spazierai dalla morfologia umana, comparata con quella degli animali, all’embriologia, al Taijiquan e al Rolfing. Più modi diversi conoscerai nel fare ciò che conosci più libertà avrai nelle tue scelte di essere... umano e come professionista!!! Dalle 14 alle 16.30 Sedute di Rolfing: potrai provare, nel pomeriggio, delle sedute di Rolfing (di una durata inferiore ai 45 min), per comprendere e sperimentare cosa può apportare concretamente questo metodo nel tuo corpo. La giornata ha uno scopo di presentazione e divulgativo perciò sarà completamente gratuita. Ti chiediamo la disponibilità a documentare con foto, video e testimonianze questa esperienza (dietro compilazione di informatica e consenso privacy!) INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI I posti sono limitati, pre prenotare chiamare Eleonora Celli a seguente numero 3383884915 oppure inviale un messaggio tramite Whatsapp. Sede: Activity Club, Via Alfredo, Via Borotti, 3, 29121 Piacenza PC DOCENTI Nicola Carofiglio - Advanced Rolfer, Rolf Movement Practitioner e insegnante internazionale di Rolfing. Danzatore. Andrea Brighi - Rolfer, Maestro di Taijiquan Eleonora Celli - Rolfer e Rolf Movement Practitioner
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Abstract dell’intervista Fonte: “Beyond Yoga: How Rolfing® Training Redefined My Professional Path” – intervista a Renata Takllan Rogow Leung, Certified Rolfer® e insegnante di Yoga. Testo originale di Sabine Becker. Articolo pubblicato su: www.rolfing.org Oggi vi proponiamo un abstract della seconda parte dell’intervista a Renata Leung, - Certified Rolfer® e insegnante di Yoga. - un approfondimento che racconta come la formazione in Rolfing® abbia trasformato radicalmente il suo modo di vivere, insegnare e comprendere il corpo. Se nella prima parte Renata aveva condiviso il ruolo dello Yoga come bussola interiore in un momento difficile, qui entra nel cuore di ciò che il Rolfing ha portato nel suo percorso: un cambio di paradigma, una nuova percezione del corpo in relazione al mondo. La Relazione Renata descrive come la formazione in Rolfing abbia aperto prospettive che lo Yoga, per quanto ricco e prezioso, non le aveva ancora svelato. Il tema centrale è la relazione: non solo con sé stessi, ma con la gravità, con lo spazio e con gli altri esseri umani. Lo Yoga l’aveva guidata verso la calma interiore, il rientro alla “casa del corpo”. Ma il Rolfing le ha insegnato ad abitare quella casa nel contesto più ampio della realtà fisica ed emotiva, a percepire il dialogo continuo con la gravità, a riconoscere come il corpo si organizza, arretra, si espande o si contrae nel rapporto con ciò che lo circonda. In questo senso, Renata racconta come il Rolfing l’abbia aiutata a sciogliere vecchi meccanismi: l’insicurezza che la portava a “rimpicciolirsi” e la spinta opposta che la portava a esagerare nello sforzo. Il lavoro sul corpo in gravità le ha mostrato un’altra via: l'equilibrio non nasce dalla tensione, ma dalla capacità di lasciarsi sostenere, di percepire le forze che salgono dal suolo e quelle che ci attraversano nello spazio. Una consapevolezza che non è più solo un concetto, ma un’esperienza concreta, vissuta attraverso la percezione e il movimento. Una trasformazione personale diventata anche professionale Questa trasformazione personale è diventata anche professionale. Renata racconta come la formazione in Rolfing abbia arricchito profondamente la sua pratica e il suo insegnamento dello Yoga. Le ha permesso di costruire le asana con meno sforzo, più ascolto e una presenza più tridimensionale. Ha imparato a guidare i suoi allievi non solo verso un gesto tecnicamente corretto, ma verso un modo più integrato di abitare il corpo: un corpo che dialoga con lo spazio e non si impone su di esso. Non sorprende che affermi: “Il Rolfing è come un corso post-laurea nello Yoga.” L’intervista si apre poi verso una riflessione più ampia: in un mondo che valorizza l’efficienza, la performance e la tensione continua, sia lo Yoga che il Rolfing invitano a ritrovare la via della presenza, della delicatezza e della relazione. Ma è il Rolfing, per Renata, a completare davvero il cerchio, portando l’attenzione dal dentro al fuori, dal microcosmo del corpo al suo dialogo costante con l’ambiente. Renata parla direttamente agli insegnanti di Yoga che sentono il richiamo verso il Rolfing: la formazione, dice, non è solo un ampliamento di competenze, ma una trasformazione personale profonda, un percorso che arricchisce la pratica, lo sguardo professionale e il modo di stare nel mondo. Yoga l'ha riportata a casa. Il Rolfing le ha insegnato come stare in quella casa, in equilibrio con tutto ciò che la circonda. Per approfondire il racconto completo e leggere l’intervista integrale (in inglese), vi rimandiamo all’articolo originale pubblicato su rolfing.org. CLICCA QUI photo copyright © Renata Leung
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Immagini dinamiche Esami elettromiografici dimostrano una diversa intensità e cronologia dell'attivazione muscolare, a seconda di come uno stesso tipo di movimento venga pensato, organizzato ed eseguito. Le indagini rivelano anche una diversa stabilità e forza, se le direzioni del movimento si proiettano nello spazio. Ad esempio, un braccio sollevato davanti a noi, resisterà meglio ad una pressione esercitata dall'alto, se, distendendo le dita, immaginiamo che dai polpastrelli escano dei fasci di luce che prolungano nello spazio la direzione data dalle dita; risulterà invece più debole se non si attiva la proiezione. Ben radicati, proiettarci oltre i confini della materia corpo ci espande e rende forti. Gli orientali "evocano" e si relazionano, durante le classi di pratiche del corpo, a diverse immagini, che diventano supporto per il movimento e lo modificano profondamente. Nelle tradizioni orientali, le meditazioni, le forme, le posizioni e le sequenze di movimento sono designati con nomi di animali, paesaggi, movimento degli astri etc. Anche nella danza contemporanea si usa offrire agli studenti "immagini dinamiche", che aiutano il corpo a trovare soluzioni e organizzazioni nuove di movimento. I circensi e gli acrobati, per spiccare il volo, pensano di voler saltare più in alto della loro effettiva meta, e gli sportivi, per ottenere migliori risultati, usano tecniche basate su principi simili. Nel Rolfing® e nel Rolf Movement, utilizziamo "immagini" per risvegliare i sensi. Questi giocano un ruolo importante per attivare l'orientamento verso la terra, che ci sostiene e verso lo spazio, che ci incuriosisce ed interessa, perché è lì che troviamo "l'altro", ossigeno, cibo, acqua, luce, indispensabili al nostro "stare in vita". La motivazione (vocabolo, che etimologicamente, riporta al concetto del moto) a spostarsi nasce, spesso, dalla necessità di relazionarsi con ciò che abita l'universo esterno al corpo. Osservando i bambini, è evidente che il motore del movimento è il voler raggiungere un oggetto/gioco/seno materno, con gli occhi, la bocca, la mano; è così che si sviluppa il tono muscolare, il sistema motorio e nervoso. L'evoluzione è una risposta al bisogno, alla necessità, alla motivazione. Respirare, immaginando un profumo da noi preferito, può davvero modificare quel sistema complesso, che è l'atto di inspirare, per esempio. Muoversi, immaginando di volersi spostare al sole, per riceverne calore sulla pelle, è ben diverso dal muoversi, con l'indicazione di spostarsi secondo una coordinata spaziale, come destra, sinistra, avanti, indietro, giù e su. L'immagine dinamica serve e nutre il movimento. Non siamo essere bipedi, perchè più di 200.000 anni fa un istruttore di posturale ci indicava di stare dritti con la schiena. Le tesi e le ipotesi sono molteplici; certamente, sia la necessità di coprire maggiore spazio con lo sguardo, per controllare il territorio circostante, sia l'esigenza di agevolare gli arti anteriori, sgravando gli stessi dalla funzione di sostegno, per poter meglio interagire manualmente con le cose, sono entrambi aspetti, che hanno giocato un ruolo importante nella conquista della posizione bipede eretta. Osservando gli animali, si nota che nell'atto di orientarsi "sollevano i sensi", li dirigono verso l'esterno, si raddrizzano per registrare ciò che accade attorno, specie se, per esempio, un suono o un odore attirano la loro attenzione, minacciando la loro sicurezza. Quando c'è orientamento, l'organizzazione del sistema motorio diventa efficace, il corpo sveglio, più elastico e pronto ad adattarsi e a muoversi, senza superflua tensione. Il Rolfing® tende a migliorare la stabilità dove è mancante, e lo fa, appunto, anche vivificando "il senso degli orientamenti". La ricerca dell'equilibrio, tra stabilità e mobilità, è uno degli obiettivi del Rolfing® e del Rolf Movement ed è, anche, alla base di ricerche e metodologie sul movimento, alle quali molti professionisti della danza si rivolgono, come Bartenieff Fundamentals, Contact Improvisation, Release technique, Feldenkrais, Body Mind Centering. Conclusioni Ben orientato e ben integrato, il corpo cerca la coordinazione migliore. Il presupposto, per un movimento efficace e armonico, è il buon orientamento tra terra e cielo, e non c'è da stupirsi: siamo esseri, che vivono tra terra e cielo. Riscoprire-costruire, ogni volta, il giusto orientamento ci rende pronti al movimento, sensibile e cosciente. Il danzatore sottopone a stress prolungati muscoli e articolazioni; l'integrazione Strutturale/Rolfing® è un valido strumento, che lo educa a prendersi cura di sé e lo aiuta, quindi, a prevenire disagi, che potrebbero compromettere la sua l'attività. I diversi danzatori, che si rivolgono ai Rolfer, nonostante siano già ben allenati a "sentirsi", trovano il Rolfing® un metodo apprezzabile, che modifica il modo di essere nello spazio e nel tempo, che offre una visione del corpo speciale e che merita di essere presa in considerazione. Autore:Anna Paola Bacalov Danzatrice, coreografa e Certified Rolfer™ *Il pensiero contenuto nell'articolo scaturisce dall'esperienza, dall'apprendimento e dalla riflessione personale sulla danza, sul Somatic Experiencing e sul Rolfing® FONTI H. Godard*, C. Pirovano∞, L. Bedodi∞∞, A. Cola∞∞, G. Galperti∞∞, R.Sensi∞∞ and G. Martino∞.† †* Universite de Paris VIII Saint Denis.† †∞ METIS - Medicine and Memory - International Center of Studies and Therapies for Women's Health - Milan.† †∞∞ Rehabilitation Dept. - National Cancer Institute - Milan.† ††REFERENCES† ††1. Martino G., Prevenzione e terapia degli esitt. In U. Veronesi (Ed.) : Manuale di senologia oncologica. Milano: Masson, 1993, pp. 431442.† ††2. Martino G.,II recupero del paziente oncologico: aspetti psicologici e riabilitativi.†In G. Beretta, E. Ghislandi, G. Luporini, A. Scanni (eds.) Atti del XV Corso di Aggiornamento in Oncologia Medica. Milano, 2629 giugno 1994. Milano: AIOM, 1994, pp. 439443.† † 3. Merson M.. Pirovano C., Balzarini A., Luini A., Biasi S., Galimberti V., Genitoni V., MuscoUno G., Veronesi P., The preservation of minor pectoralis muscle in axillary dissection for breast cancer: functional and cosmetic evaluation. Eur.J. Surg. Oncol. 18, 215218, 1992.† ††4. Godard H., Le geste manquant.†In: Revue Internationale de Psychanalyse, Etats corps, Ed. èrès, Paris, 5, 1994, pp. 6375.† † 5. Lee D.N., On the functions of vision. In: H. Pick and E. Saltzman (Eds.): Modes of perceiving. Hillsdale, N.J.: Lawrence Erlbaum Associates, 1978.† † 6. Fitch H.L., Tuller B., Turvey M.T., The Bernstein Perspective: III. Tuning of Coordinative Structures with Special Reference to Perception. In J.A. Scott Kelso(ed.) Human Motor Behaviour: An Introduction. Hillsdale, N.J.: Lawrence Erlbaum Associates,1982.† † 7. Damasio A. R., L'erreur de Descartes, Editions Odile Jacob, Paris, 1995.† † 8. Edelman G. M., Biologie de la Conscience, Editions Odile Jacob, Paris, 1992† † 9. Reed E. S., An Outline of a Theory of Action System, Journal of Motor Behavior, Vol.14 No 2, 98134, 1982.† † 10. Wall J.T., Kaas J.H., Sur M., Nelson R.J., Felleman D. 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Jone Kaliunaite, insegnante di Viola, spiega quali siano i benefici del Rolfing® per i musicisti e come questo metodo sia perfetto per “autoregolarsi” affrontando in modo efficace i problemi fisici dei musicisti professionisti. Ecco un estratto dell’articolo integrale pubblicato su European Rolfing Association. La formazione strumentale musicale si basa su tre fondamenti: ▪ Formazione tecnica / postura e struttura pratica ▪ Espressione musicale/emotività, sensazioni e loro realizzazione ▪ Prespettiva storica e analisi delle opere. In qualità di insegnante di viola, nel mio lavoro di insegnamento quotidiano ho spesso riscontrato problemi fisici che causano frustrazione o insofferenza negli studenti. Non importa quanto sia talentuosa la persona, non importa quanto uno strumento sia suonato bene, a un certo punto arrivano ii dolori o i problemi più seri… “”Personalmente ho provato diverse tecniche: Yoga, Agopuntura, Osteopatia, Terapia craniosacrale, Dispo kinesis e Take Tina. Si rivelano ottimi "piccoli approcci di riparazione" ma non qualcosa di completo. Nessuno ha avuto un effetto così grande come Rolfing: il mio corpo ha iniziato a autoregolarsi, si sono aperte nuove vie, si è risvegliata una responsabilità nei confronti del corpo e soprattutto la percezione psicologica ha vissuto un grande cambiamento. Sono diventata più vigile, stabile, calma e sicura durante una performance Autore: Current Rolfing student (Modular Training 2021-2023), musician and music professor, Jone Kaliunaite - Germany Photo Credit: Francois Sechet LEGGI L'ARTICOLO INTEGRALE
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Gli effetti collaterali della tecnologia moderna sono svariati, dalla perdita di sonno, causati dalla luminosità dello schermo, all’alterazione posturale derivante dalla caratteristica posizione che si assume quando guardiamo i nostri smartphone, al cui riguardo la ricercatrice Amy Cuddy della Harvard Business School, scrive: “stanno trasformando la nostra postura, contorcendo i nostri corpi in quello che il fisioterapista neozelandese Steve August definisce iGobba (‘iHunch’). Ecco un interessante approfondimento in italiano sulla iGobba, un articolo pubblicato su Rolfing® Sicilia: LEGGI TUTTO Fonte: Rolfing® Sicilia - www.rolfingsicilia.it Original Source: New York Times
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"Perché il percorso proposto da questo scienziato francese del movimento riesce a fondere il lavoro sul corpo, sulla postura e sulle emozioni con una facilità stupefacente. Già responsabile del Dipartimento di Analisi del Movimento dell’Università di Parigi, è studioso e allievo di Ida Rolf, la ricercatrice newyorchese che per prima ha creduto al ruolo centrale della forza di gravità. Terapeuta delle più grandi étoile della danza, Godard lavora anche in Italia: esperto di riabilitazione post operatoria per il tumore al seno, ha contribuito ai gruppi di ricerca del CNR coordinati dall’oncologa e psicologa Gemma Martino." [Davide Burchiellaro (MarieClaire)] Di seguito l'intervista ad Hubert Godard tradotta in italiano da Rolfing® Veneto Traduzioni a cura di Rolfing Veneto • Pubblicato il 5 ott 2017
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Tratto dalla serie di video "Conversations with the Rolfing® Faculty", un'interessante video-intervista a Jan Sultan sottotitolata da Rolfing® Veneto. Fonte: YoutTube Jan Henry Sultan è un Certified Advanced Rolfer™ che opera a Los Angeles, California Oggi membro attivo della Faculty del The Rolf Institute® of Structural Integration
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Da un lavoro in uno studio d’ingegneria, che lo portava a lavorare all’estero, ad un presente da Rolfer™. È l’esperienza di Simone Costa, Rolfer di Milano, che dopo le dieci sedute di Rolfing ha capito che la vita che si era costruito non gli piaceva più. Così ha deciso di ascoltare il suo corpo, che gli ha detto di cambiare. “Mi piace dire che è il mio corpo che mi ha fatto comprendere di voler diventare Rolfer e mi ha spinto a cambiare vita. – spiega Simone – La volontà di un dialogo più diretto con il mio corpo, di una congruenza tra ciò che facevo nella vita e ciò che, invece, sentivo più giusto per me, mi aveva già spinto verso il teatro e verso esperienze di lavoro corporeo a diversi livelli. Ero insoddisfatto, il mio lavoro non mi rispecchiava, non mi sentivo nel mio elemento. Attraverso il Rolfing ho visto chiaramente come doveva e poteva essere la mia vita”. Costa ha scoperto il Rolfing grazie a un post in Facebook, poi la curiosità di sperimentare lo ha portato in uno studio di Rolfing. Quindi il corso per diventare Rolfer. “Il Rolfing non è un massaggio, ma è altro: questa è la grande differenza rispetto ad altre tecniche di manipolazione. Non interviene sul sintomo, sul dolore, sulla contrattura, sulla postura sbagliata, ma va oltre, offrendo modalità e strumenti di conoscenza del proprio corpo, di come questo interagisce con lo spazio e con l’ambiente che lo circonda, migliorando così non solo il rapporto con se stessi e la propria fisicità, ma anche con il mondo. Attraverso il tocco del Rolfer, che incontra le diverse zone del nostro corpo, aumenta la consapevolezza e si dispiegano le potenzialità. C’è una grande differenza, quando vuoi comprendere veramente qualcosa, tra ascoltare le istruzioni, imparare ad eseguirle e diventare ciò che si è imparato. Un conto è la conoscenza a livello mentale, un conto è la messa in pratica della conoscenza, un altro è ‘saper essere’ quella cosa. È un livello più alto, che appartiene al corpo quando diventa capace di introiettare la consapevolezza. Il corpo può dire cose alle quali la mente non arriva”. Dato che il metodo di Integrazione Strutturale Rolfing considera il corpo nel suo insieme, i benefici che se ne possono trarre si riflettono su tutta la persona: sul modo di muoversi, sui dolori articolari, sullo stato emotivo. “Grazie al percorso di Rolfing, sin dall’inizio, mi sono sentito deciso, assertivo e determinato – conclude Simone - Ho capito cosa volevo dalla mia vita e ho intrapreso il percorso più efficace per avvicinarmici”. Maggiori informazioni su Simone Costa qui Sito personale
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Angela Biancalani e Paola Mazzoni, ci raccontano come è iniziato il percorso che le ha portate ad essere Rolfer™ di successo. Un Live-meeting tenutosi lo scorso 21 Maggio 2020 per la rubrica "Ho Cura di Me: Scelgo il Rolfing®" promossa da Formazione Rolfing® Italia e Associazione Italiana Rolfing®. Maggiori informazione sulla formazione qui: www.formazionerolfing.it
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Quando ero incinta di 6 mesi di mio figlio Ian, ho iniziato la Fase 3 del Rolfing® Training. Sebbene avessi dei dubbi sul fatto che l'Intensive Training potesse essere un po' troppo per me e per il mio bambino, invece si è rivelato il percorso perfetto, in cui mi sentivo al sicuro in ogni momento. Sono stata supportata dai miei insegnanti e colleghi. Soprattutto, mi sono sentita sostenuta dalla gravità. Conoscevo la gravità, ma non avevo sentito come la gravità influenzi la mia postura e la mia vita quotidiana. La gravità era proprio lì e potevo facilmente allinearmi con quella forza ogni volta che la mia pancia cresceva. Nelle pratiche di Embodiment del Rolfing Training, ho scoperto "la linea", come viene chiamata nel Rolfing. Ho sperimentato "la linea" come un asse che scorre attraverso il mio corpo in modo dinamico. Sentivo il centro del mio corpo come un nucleo forte, le sessioni di Rolfing® hanno ampliato la comprensione del mio centro in un'interconnessione tra il mio corpo e lo spazio attorno a me. I miei piedi potevano radicarsi nel terreno, mentre la mia testa e i miei sensi erano orientati nello spazio in modo vivido e leggero. Ho imparato che non ho bisogno di portare avanti la mia pancia in crescita, sforzando la parte bassa della mia schiena. Invece, ho sentito mio figlio dentro il mio corpo e l'ho portato vicino alla mia linea mediana. Ero allineata. Posso sicuramente incoraggiare Rolfers® a fare sessioni durante la gravidanza, ma consiglio in particolare le sessioni di Rolfing durante la gravidanza per accompagnare quel momento magico della vita di una donna. LEGGI L'ARTICOLO INTEGRALE Autore: Certified Rolfer®, Lea Kabirschke - Germania Fonte: https://rolfing.org/articles/blog/how-rolfing-helped-my-pregnancy
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Sabato 17 Febbraio, si è tenuto a Noventa di Piave (Ve) presso la sala congressi Base Hotel, un evento di presentazione del "Metodo Rolfing". L'incontro è stato guidato da Pierpaola Volpones, Certified Advanced Rolfer e Insegnante internazionale, insieme ai nuovi Rolfers: Barbara Bon, Karim Lima Da Hora Sauro, Michele Simonetti, Antonio Taune e Cinzia Iezzi, con la partecipazione di Oxana Cretu (in platea) L'evento è stato un'opportunità entusiasmante per esplorare il Metodo Rolfing, scoprendo i suoi benefici e apprendendo le sue rivoluzionarie modalità di azione. L'interessante programma è stato integrato con mini sessioni gratuite in cui i partecipanti (su prenotazione) hanno potuto sperimentare il Tocco Rolfing e gli immediati benefici. L'interesse crescente per il Rolfing in Italia è palpabile! Se desiderate migliorare il proprio equilibrio e benessere, provate a cercare il rolfer più vicino cliccando sul link sotto. TROVA UN ROLFER Un grazie a tutti gli intervenuti da parte di Associazione Italiana Rolfing!
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Sono fisioterapista: il Rolfing ha cambiato la mia vita personale e professionale -- Bibiana Badenes Rolfing e Fisioterapia: Fascia e Movimento: nuove prospettive in ambito riabilitativo. Come la terapia fasciale ha cambiato la mia vita e la mia professionalità. Quarto incontro della serie: ROLFING • TERAPIA FASCIALE • ARTI CORPOREE Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l'Associazione Italiana Rolfing, a partire dal 20 Marzo, ha lanciato una serie di incontri tematici, online e gratuiti, con diversi professionisti del lavoro corporeo, che hanno già integrato, con successo, nel loro flusso di lavoro quotidiano le ultime scoperte sulla Fascia. Moderatrice: Marina Blandini, Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Intervengono: Bibiana Badenes Fisioterapista, Rolfer e operatore Rolf Movement - Enrico Camilletti Rolfer e Fisioterapista - Pierpaola Volpones Chair della Faculty Europea del Rolfing. Con la regia di Eleonora Celli Presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia
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Al via la rubrica "Ho cura di me: scelgo il Rolfing®" promossa dall'associazione Italiana Rolfing® e Formazione Rolfing Italia: curiosità, aneddoti e conversazioni dal mondo della comunità italiana dei Rolfer™. Primo incontro con Rita Geirola e Pierpaola Volpones, insegnanti internazionali. Giovedi 23 Aprile Ore 15:00 sui nostri social Non Mancate! Resta informato su tutti i live meeting in programma, segui la pagina ufficiale dell'associazione Italiana Rolfing® clicca qui per accedere alla Pagina Facebook
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"Nel metodo Rolfing, il movimento è strumentale all´ascolto di sé e di quei spazi ignorati o congelati da posture professionali, abitudini quotidiane, traumi che necessitano una educazione ( dal lat. ex-ducere, tirar fuori) per una ottimale armonizzazione della posizione del corpo nello spazio in relazione alle accelerazioni del sistema solare nello SPAZIO" Un interessante articolo di Nicola Carofiglio (Certified Advanced Rolfer™ - Insegnante Internazionale di Rolf Movement™ e Rolf Movement™ Practitioner) sul Rolfing® e relazioni tra movimento e ascolto di sè LEGGI TUTTO QUI Maggior informazioni su Nicola Carofiglio qui
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Tra ricerca, tradizione, innovazione e applicazione, in occasione del 125esimo anniversario della nascita di Ida Pauline Rolf, l'Associazione Italiana Rolfing, a partire dal 20 Marzo, ha lanciato una serie di incontri tematici, online e gratuiti, con diversi professionisti del lavoro corporeo, che hanno già integrato, con successo, nel loro flusso di lavoro quotidiano le ultime scoperte sulla Fascia. Un'apertura alla conoscenza di come la geniale intuizione di Ida Pauline Rolf abbia orientato la Ricerca Scientifica e di come le relative scoperte abbiano migliorato la pratica professionale. Rolfing e Feldenkrais Fascia: l’anello di connessione tra integrazione strutturale e funzionale. Data: 20 Marzo 2021 Moderatrice: Marina Blandini - Advanced Rolfer e operatore Rolf Movement Intervengono: Rita Geirola membro della Facoltà europea di Rofling e Rolf Movement, insegnante Feldenkrais, insegnante Pilates Pierpaola Volpones Chair della Faculty Europea del Rolfing Lucia Isabella Grazioli Rolfer™ e Insegnante di Feldenkrais Simone Costa Counselor a mediazione corporea, Rolfer (studente Feldenkrais) Raffaele Viscido Rolfer , Fisioterapista, Mezierista ( studente Feldenkrais) Regia di Eleonora Celli Presidente di FRI – Formazione Rolfing Italia - www.formazionerolfing.it
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Ida Pauline Rolf, è stata una scienziata e terapeuta americana la cui opera ha rivoluzionato la comprensione del corpo umano e del suo funzionamento. Attraverso il suo lavoro pionieristico, ha sviluppato il metodo Rolfing, una pratica di integrazione strutturale che mira a riorganizzare il tessuto connettivo del corpo (La Fascia) per migliorare la postura, la flessibilità e il benessere generale. Ida P. Rolf ha rivoluzionato il modo di concepire il corpo umano e la sua connessione con il benessere Nata a New York nel 1896, Rolf si distinse fin da giovane per la sua curiosità intellettuale e il suo spirito pionieristico. Dopo una brillante carriera nel campo della biochimica, Negli anni '40, attraverso un percorso di ricerca personale, iniziò a esplorare le connessioni tra struttura corporea, postura e dolore. Le sue intuizioni, inizialmente considerate non ortodosse, si sono rivelate sorprendentemente lungimiranti. Ida Rolf sosteneva che lo stress e i traumi non solo influenzano la psiche, ma anche la struttura fisica del corpo, creando tensioni e schemi posturali scorretti che possono causare dolore e limitare la mobilità. Anticipando di decenni le ricerche scientifiche odierne, Rolf ideò il Rolfing, il metodo di manipolazione profonda che mira a riallineare il corpo, rilasciando le tensioni fasciali e ripristinando l'equilibrio posturale. Attraverso un tocco attento e preciso, oggi noto come "Tocco Rolfing", i Rolfers lavorano sul tessuto connettivo (Fascia), favorendo un'integrazione armonica tra le diverse parti del corpo e promuovendo una sensazione di benessere generale. Oggi, le intuizioni di Ida Rolf trovano conferma in un vasto corpus di ricerche scientifiche. Numerosi studi dimostrano l'efficacia del Rolfing nel ridurre il dolore cronico, migliorare la postura, aumentare la flessibilità e la mobilità, e persino alleviare i sintomi di ansia e depressione. Studi recenti inoltre hanno dimostrato che il tessuto connettivo, e in particolare la Fascia, gioca un ruolo cruciale nella salute e nel movimento umano. La Fascia, oggi eletta a livello di Organo denominato INTERSTITIUM, come evidenziato dalle ricerche del Fascia Research Group e dal team italiano della dott'ssa Carla Stecco, è una rete continua di tessuto che avvolge muscoli, ossa, organi e nervi, influenzando la biomeccanica e la percezione del dolore. Tra le ricerche più significative che validano le intuizioni di Ida Pauline Rolf si annoverano: Uno studio pubblicato sul Journal of Bodywork and Movement Therapies ha rilevato che il Rolfing è efficace nel ridurre il dolore cronico alla schiena, migliorando la funzionalità e la qualità della vita dei pazienti. Un'altra ricerca, pubblicata sul Pain, ha dimostrato che il Rolfing può essere utile nel trattamento del dolore al collo, riducendo l'intensità del dolore e migliorando la mobilità cervicale. Inoltre, diverse ricerche hanno evidenziato come il Rolfing possa avere effetti positivi sulla gestione dello stress, dell'ansia e della depressione, promuovendo una maggiore consapevolezza corporea e un senso di benessere psicofisico. Una eredità di pensiero che vive in ogni Rolfer®... L'eredità di Ida Rolf continua a vivere e ad evolversi, ispirando nuove generazioni di professionisti del benessere che integrano il Rolfing nella loro pratica. La sua visione olistica del corpo umano e la sua enfasi sulla connessione tra struttura e benessere rappresentano un contributo inestimabile al panorama delle terapie alternative e complementari. Ida Rolf non solo ha creato una tecnica innovativa, ma ha anche aperto la strada a una nuova comprensione del corpo umano e del suo potenziale di guarigione. “Quando il corpo riesce a lavorare in modo appropriato, la forza di gravità può fluire attraverso di esso. Quindi spontaneamente il corpo guarisce se stesso.” cit Dr. Ida P. Rolf La sua storia e le sue intuizioni ci insegnano che il benessere non è solo l'assenza di dolore, ma un equilibrio armonioso tra corpo, mente e spirito. Di seguito una raccolta di contenuti di approfondimento: Libri Consigliati Rolf Ida P. - Rolfing, Edizioni mediterranee Rolf Ida - Il Rolfing e la realtà fisica, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini, Roma 1996 France Hatt - Rolfing – La méthode d'Ida Rolf: Une remise d'aplomb de l'organisme par la manipulation du fascia Articoli scientifici in evidenza - Clicca qui per vedere una lista completa Effect of Rolfing structural integration on chronic low back pain: a randomized controlled trial Rolfing structural integration for treating chronic neck pain: a randomized controlled trial The effects of Rolfing structural integration on stress, anxiety, depression, and body awareness Gruppi di Ricerca attivi sulla Fascia Fascia Research Group Ricerche di Carla Stecco
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Ecco la versione sottotitolata in italiano del video: ROLFING - Unique in its approach. Un video prodotto dall'Associazione Europea Rolfing® (ERA) in occasione del "In Connection Meeting", Congresso Generale tenutosi a Berlino nel Novembre 2018 che ha visto la partecipazione di Rolfer™ provenienti da ben 14 Paesi Europei. Nel video Interviste a ricercatori, docenti e Rolfer™ provenienti da tutto il mondo, i quali offrono una panoramica di ciò che oggi il Rolfing® rappresenta e di come esso si stia evolvendo a fronte delle numerose evidenze scientifiche nell'ambito. In Ordine di apparizione: Robert Schleip, Ph.D (Germany), Thomas W. Findley, MD, PhD (USA), Bibiana Badenes (Spain), Peter Schwind (Germany), Suzanne Picard, MFA (USA), Rita Geirola (Italy), France Hatt-Arnold (Switzerland), Marcel Teeuw, Sibyl Darrington (UK), Keith Graham (UK), Pierpaola Volpones (Italy), Wolfgang Baumgartner (Germany), Jim McMahon (Ireland), Richard Ennis (USA), Julia Isbarn (Germany), Lisa Praller (Germany), Christina Howe (USA), Russel Stolzoff (USA), Marina Blandini (Italy), Ruth Frömpter (Austria), Pedro Prado, PhD (Brazil), Begona Fontana Urriza (Spain), and Delara Tiv (Switzerland) Un ringraziamento speciale a : John Armstrong (Germany), Andrea Brighi (Italy), Nicola Carofiglio (Italy), Charlotte Fraser (UK), Karen Arane Salwa (Switzerland), Paula Mattioli (Brazil), Raffael Oberhuber (Italy) Concept and Direction: Marina Blandini Intervistatori: Marina Blandini and Keith Graham Editing Video: Andrea Scirè and Tiziana Scuderi - royalacademy.it Prodotto e Supportato da European Rolfing® Association e.V. (rolfing.org)
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Chi può descrivere meglio Thomas W. Findley se non se stesso? Ecco alcuni estratti dalla sua biografia: “Ho condotto ricerche di qualunque tipo fin da giovanissimo e per gran parte della mia vita professionale mi sono destreggiato nelle ricerche, sia mediche, sia di vita. La mia carriera si è concentrata nel connettere la pratica clinica, la base teorica, e applicane misurazioni in ricerche sulla riabilitazione, attraverso una gran dose di modelli matematici. Ho una formazione estesa in medicina complementare, iniziando con il formarmi in agopuntura e omeopatia, mentre ero uno studente di medicina alla Georgetown nel 1975, quando venni a conoscenza della Dott.sa Rolf al dipartimento di Medicina Fisica. (...) le mie esplorazioni sulla fascia mi hanno portato alle interazioni tra fascia e cancro, sotto la giuda di AT Still MD (il fondatore della medicina osteopatica) che scrisse in merito a questo argomento più di 100 anni fa. I ricercatore oncologici stanno guardando sempre più da vicino alle meccaniche ambientali che circondano il tumore e in che modo gli ambienti più rigidi sono anche più ricettivi per la crescita metastatica. Sono stato nella commissione organizzatrice per un congresso innovativo sulla fascia, agopuntura e cancro alla Harvard Medical School nel Novembre del 2015, congresso in cui anche io ero un relatore. Poiché mi trovo a cavallo tra la scienza e la pratica clinica di entrambe, fascia ed esercizio, ho raccolto dati sugli aspetti clinici e il meccanismo cellulare è diventato una priorità nella mia ricerca.” Testo originale: Bridget Barbieri Traduzioni a curi di: Eleonora Celli Altri video in lingua originale sul sito dell'European Rolfing® Association
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Si vive sempre più a lungo e si diventa ‘anziani’ sempre più tardi. Sono sempre di più le persone che nella seconda metà della loro esistenza desiderano mantenere un buon livello di qualità della vita, una forma fisica che non condizioni le scelte, un corpo efficace, funzionale, cosicché il tempo che passa non costituisca un limite. Cosa succede, invece, a chi si lascia sopraffare dall’avanzare degli anni? Al manifestarsi dei primi problemi c’è chi smette di usare il corpo e si chiude in spazi sempre più ristretti. Questo causa movimenti ridotti, competenze, non più usate, che via via si perdono: si cammina sempre meno, percorrendo tragitti sempre più brevi; si lavora meno a tavolino, si sprofonda sul divano, spesso basso e profondo, la colonna vertebrale si incurva, cresce la pressione a livello lombo sacrale e la postura si adegua. Non solo. Man mano che il corpo non risponde con prontezza ai nostri desideri, si fa largo nella persona anziana la paura di cadere. La conseguenza che ne deriva è il guardare in terra molto più spesso, per evitare ostacoli e sentirsi più sicuri. Questo, però, mina l’equilibrio e limita la capacità di orientamento nello spazio circostante aumentando, al contrario delle aspettative iniziali, la possibilità di cadere. Proprio così: paradossalmente, la paura di cadere è all’origine di tutte le cadute! “A tutto questo il Rolfing® offre risposte efficaci, donando elasticità, equilibrio, migliorando la postura e recuperando le competenze che vanno affievolendosi in coloro che stanno vivendo la seconda parte della loro vita – spiega Rita Geirola, Rolfer™ da oltre 30 anni – Persone che si sono rivolte al Rolfing perché avevano dolori e che ora riescono a ritrovare la voglia di camminare, alzano lo sguardo da terra, ritrovano una buona visione dello spazio che le circonda, e si trovano a poter di nuovo vivere al di fuori di spazi troppo ristretti, della loro comfort zone, nella quale si erano autoconfinati. È facile intuire che le conseguenze positive non si manifesteranno solo sul corpo, ma anche sull’umore, sulla percezione di sé”. Molte le storie che hanno segnato la vita di Rolfer™ di Rita Geirola. “Tra tutte ne ricordo in particolare due: un docente universitario, che, dopo essersi sottoposto a un’operazione per applicare una protesi all’anca ha ritrovato il tono muscolare durante le sedute di Rolfing. Al punto che non ha avuto più bisogno di sottoporsi all’operazione consigliata dai medici per l’altra anca – ricorda Rita – E un commerciante in pensione di Biella. Si era rivolto a me perché non riusciva a giocare a bocce, a causa del forte dolore dovuto a una sciatalgia provocata da un’ernia al disco. Dopo sole tre sedute ha voluto interrompere il ciclo, avendo ottenuto il risultato di muoversi senza dolore, anche grazie al fatto di avere, con una certa disciplina e consapevolezza, seguito i consigli che gli avevo dato in relazione ad esercizi da fare quotidianamente per prevenire il dolore e mantenere un buon equilibrio nell’organizzazione del corpo in gravità”. “Nell’anziano – continua Rita – i processi fisici tendono a rallentare e i tempi di recupero a dilatarsi. Con le sedute di rolfing il sistema viene rivitalizzato attraverso il tocco, che aiuta a reidratare e ossigenare i tessuti, a ripristinare mobilità, a migliorare e adeguare la coordinazione sulla base del potenziale presente al momento, con il risultato di una maggiore flessibilità, endurance, e quindi energia per fare le cose che si desidera. “Molto importante è, però, prendere coscienza che l’esercizio quotidiano è fondamentale per supportare e integrare i risultati raggiunti con le sedute: ci si riappropria di parti di sé e di competenza motoria, ma questa va agita quotidianamente, con esercizi e attività che stimolino il sistema, anche grazie a esperienze condivise con altri, oltre a quelle individuali: dal camminare, al nuotare, al danzare, a frequentare corsi di Rolf Movement®, Feldenkrais, thai chi. Insomma, quello che più si avvicina alle preferenze individuali. Da non dimenticare, poi, anche attività di studio, che stimolano il cervello a rimanere attivo e impegnato”. “Ma attenzione – conclude Rita – L’attitudine e la volontà fanno la differenza nell’efficacia delle sedute: bisogna che ci sia la volontà di stare bene. Occorre una motivazione autentica e la voglia di cambiare. A qualsiasi età”.














