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Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing®
Associazione Italiana Rolfing® - Integrazione Strutturale Rolfing® - Rolfing®: armonia ed equilibrio nella struttura corporea attraverso il tocco e l'educazione al movimento. Integrazione Strutturale, Postura , Benessere, Fascia
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Cosa ti ha portata a ricevere le sessioni di Rolfing? Quali erano le tue aspettative? Queste ed altre risposte sugli effetti del Rolfing, nell'intervista a Daniela C rilasciata alla Rolfer™ Pierpaola Volpones dopo il ciclo delle 10 sedute. Pierpaola Volpones è insegnante internazionale, Certified Advanced Rolfer™ e Certified Rolf Movement™ Practitioner maggiori informazioni qui • Video Tratto del canale Youtube Ufficiale di Pierpaola Volpones, clicca qui per altri video
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Il corpo umano è un'opera d'arte in movimento, una sinfonia che necessita di armonia per funzionare al meglio. Questo è il principio che accomuna due discipline apparentemente lontane: il Rolfing® e l’Aerial Yoga. Come spiegato nell’articolo "Finding Harmony: Exploring Synergies Between Rolfing and Aerial Yoga" su RolfingNow, la combinazione di queste pratiche può trasformare profondamente la nostra relazione con il corpo, offrendo benessere fisico ed emotivo. Il Rolfing® si concentra sull’allineamento del corpo rispetto alla forza di gravità, aiutando a rilasciare tensioni profonde e a correggere posture errate. Dall’altra parte, l’Aerial Yoga utilizza il supporto dei tessuti sospesi per creare una sensazione di leggerezza, permettendo al corpo di muoversi liberamente nello spazio. Questo interessante articolo sottolinea come l’assenza di peso durante le sessioni di Aerial Yoga aiuti a scoprire nuovi modi di percepire il corpo, liberandolo da restrizioni e dolori. Una sinergia tra tocco e movimento Il Rolfing® è una metodo manuale che lavora attraverso il contatto fisico per riorganizzare la struttura corporea, mentre l’Aerial Yoga integra il movimento fluido, creando una danza tra forza e morbidezza. Questa sinergia tra tocco e movimento permette di sperimentare una profonda connessione con il proprio corpo, aumentando la consapevolezza corporea e favorendo una sensazione di leggerezza interiore. Per chi è alla ricerca di un approccio olistico al benessere: la combinazione di Rolfing® e Aerial Yoga offre una strada verso la trasformazione personale. La forza di gravità non è più un nemico da combattere, ma un’energia con cui collaborare per ritrovare equilibrio, forza e serenità. Se questa armonia tra corpo e mente vi affascina, vi invitiamo a leggere l’articolo originale per scoprire come queste due discipline possano influenzare positivamente la vostra vita. Articolo Originario: Finding Harmony: Exploring Synergies Between Rolfing and Aerial Yoga Kommentar verfassen / Rolfing / 10 Luglio 2024
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Davide Angeli e Sara Bega, in questo live-meeting tenutosi lo scorso 14 Maggio 2020, ci raccontano di come è iniziato il percorso che li ha portati ad essere uno (Davide Angeli) Presidente dell'Associaizone Italiana Rolfing® e l'altra (Sara Bega) parte attiva del Comitato di Ammissione internazionale. Buona visione
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Il Rolfing® è molto più che una rimessa a nuovo del corpo e della postura. Non offre solo una migliore forma fisica o una performance più efficace, ma una visione integrata della persona nel suo rapporto con il mondo e ne affina la consapevolezza. “La visione olistica del Rolfing è comune a tante pratiche di consapevolezza corporea che sono nate nel XX secolo in Occidente - spiega Carla Bottiglieri, Rolfer di Salerno, che da anni approfondisce e sperimenta pratiche somatiche come il Body-Mind Centering, di cui ha seguito la formazione come insegnante, il metodo Feldenkrais, il Continuum, l’Ideokinesis, e l’analisi del movimento attraverso l’insegnamento di Hubert Godard - Nel secondo dopoguerra, in particolare negli Stati Uniti, c’è stato un fiorire di nuovi approcci che tentavano di superare l’eredità positivistica e meccanicistica che nella modernità occidentale aveva prodotto la dicotomia tra il corpo e la ‘mente’, così come tra individuo e ambiente. È interessante considerare come tanti metodi oggi diffusi nella sfera del benessere e dello sviluppo personale, si siano influenzati l’un l’altro, raccogliendo ricerche ed esperienze condotte da singoli ‘pionieri’, tanto nel campo dell’educazione e della terapia che della psicologia umanistica”. SOMATICA Il termine “Somatica” è stato introdotto negli anni Settanta da un filosofo statunitense, Thomas Hanna, per riconoscere una matrice comune a un insieme di tecniche, approcci e filosofie che si discostavano dalle psicoterapie e dalle fisioterapie tradizionali nel loro attribuire al corpo un senso nuovo. È questo il senso del termine “soma”, che Hanna ha proposto (forzando intenzionalmente un’etimologia di tradizione greco-giudaica) per definire il corpo vivente e vissuto in prima persona, senziente, cosciente. Una delle culle della Somatica è stata senz’altro l’Esalen Institute, inizialmente un centro di ritiro fondato negli anni Sessanta a Big Sur, in California, per favorire l’incontro tra filosofie e spiritualità orientali e occidentali, e l’elaborazione di un’educazione umanistica alternativa. L'Istituto è stato lo sfondo culturale che ha nutrito sperimentatori, artisti, scienziati e un luogo di richiamo per visitatori in fuga dalla quotidianità, tra cui personaggi celebri come Bob Dylan, Ansel Adams, Deepak Chopra. “Già riconosciuta per la sua ricerca originale, Ida Rolf ha frequentato e insegnato a Esalen in un periodo particolarmente ricco di scambi e di dialoghi tra esponenti di diverse correnti umanistiche: dalla terapia Gestalt, alla Bioenergetica, alle terapie corporee Neo-Reichiane, fino a metodi somatici come il Feldenkrais, la Sensory Awareness, o più tardi il Body-Mind Centering e il Continuum – per citare altri approcci della “famiglia” somatica – continua Carla Bottiglieri - È in questo contesto che la Rolf ha ulteriormente consolidato la sua visione originale del corpo nel rapporto con la gravità e lo spazio, in una prospettiva più larga, dove si integrano psiche, affettività, socialità”. “Il tocco della l'Integrazione Strutturale Rolfing® è dunque un invito affinché il corpo trovi delle sensazioni che gli permettano di abitare in modo diverso l’ambiente, è un vettore di stimoli ambientali, di contatti con il mondo che troppo spesso vengono alterati o ‘perduti’, riducendo e impoverendo la sensibilità, la percezione, il sentire stesso - per dirla con Hubert Godard, ‘producendo dei buchi neri percettivi’, e quindi anche degli spazi d’azione assenti – conclude - Le sedute di Rolfing permettono di reintegrare le alterazioni per ritrovare il rapporto pieno con il mondo che si era ristretto e di un corpo che si era avvitato su se stesso”. Maggiori Informazioni su Carla Bottiglieri qui.
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Giovedì 4 febbraio alle ore 15.00 in diretta sulle pagine Facebook di Associazione Italiana Rolfing® o di Formazione Rolfing® Italia, saranno presenti Nicola Carofiglio e Pierpaola Volpones, insegnanti prevalenti di Level 1/Corso per Myofascial Release (Rilascio MioFasciale). Un'occasione live moderata da Marina Blandini, Certified Rolfer™, in cui porre domande e trovare risposte sui nuovi percorsi formativi di Formazione Rolfing Italia e scoprire di più sull'Attestato di Rilascio MioFasciale, l’attestato ideale per tutti coloro che desiderano acquisire competenze ed esperienza nell’ambito del lavoro corporeo. Segui le pagine Facebook di AIR o FRI per rimanere aggiornato SCOPRI I NUOVI CORSI DI FRI
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Andrea Brighi, Vicepresidente Associazione Italiana Rolfing®, spiega con un video, in modo semplice e diretto cos'è il Rolfing® il metodo di educazione corporea ideato dalla dr. Ida P. Rolf. "L'Integrazione Strutturale Rolfing® è un metodo di lavoro che mira a stabile equilibrio ed armonia nella struttura corporea attraverso un tocco educativo ed evocativo del tessuto connettivo e l'educazione al movimento." Andrea Brighi è Certified Rolfer™ e Vicepresidente Associazione Italiana Rolfing® maggiori informazioni su: www.andreabrighi.it
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Siamo umani e faremo di tutto per non cadere La nostra cultura ci insegna che una postura buona o ottimale si ottiene sollevando il mento, gettando indietro le spalle, rinforzando la schiena e tirando indietro la pancia. È interessante notare che la forma del corpo, che la nostra cultura adotta come ideale, è praticamente una ricetta per creare e/o rafforzare lo schema di movimento coinvolto nel riflesso di attacco e fuga. Cercare di mantenere questa idea di buona postura attraverso lo sforzo muscolare porta solo a una maggiore contrazione; significa intralciare il facile movimento invece di sostenerlo. Per un non esperto, pensiamo alla postura come al modo in cui ci poniamo all'esterno. Quando ci pieghiamo e qualcuno ci guarda, cerchiamo subito di avere un bell'aspetto raddrizzandoci. Quindi per noi stare in piedi è importante, del resto è la postura caratteristica della nostra specie. Quando ero un adolescente mi dicevano di stare dritta, la mia scoliosi c'era e stavo facendo del mio meglio, ma le sensazioni erano di rigidità e disagio, non avevo idea di cosa significasse stare dritta con supporto e senza sforzo in quanto è uno degli obiettivi del Rolfing®. Per me, capire la postura è stata una delle esperienze più profonde, comprenderla dal punto di vista del corpo somatico e non solo da un punto di vista teorico. La postura è intesa come la strategia adottata dal sistema neuromuscolare e scheletrico per rimanere in equilibrio, reagendo alla forza di gravità nel modo più economico possibile. La dottoressa Ida Rolf ha evidenziato che ciò che chiamiamo postura è anche il modo in cui incontriamo la gravità in ogni momento, quindi la postura dovrebbe essere considerata nel contesto della posizione che il corpo adotta in preparazione al movimento successivo. La postura è un'attivazione e disattivazione coordinata e sistematica delle azioni muscolari con il minimo consumo di energia per mantenere quella postura in quel momento, ma non esiste una postura ideale standard per tutti allo stesso modo. Pertanto, è inevitabile non essere in una posizione "ottimale" durante la giornata, poiché essa è in continua evoluzione. Ci sono sottili cambiamenti che si verificano continuamente. Ognuno di noi deve trovare un modo per rimanere in equilibrio nella gravità mentre si cammina, si parla, si vive. La postura è quindi un riflesso delle nostre preferenze o delle strategie più familiari per svolgere questa funzione. Queste strategie sono diverse per ognuno di noi e sono il modo in cui conteniamo le tensioni in alcuni muscoli. Quindi, le tensioni del nostro corpo ci fanno sentire al sicuro in un certo senso. Siamo umani e faremo di tutto per non cadere, che è anche una sorta di metafora di ciò che ci fa sentire al sicuro. Ognuno di noi ha i suoi modi più familiari per farlo. Con il Rolfing capiamo che una buona postura si assume diversamente. Succede quando ci sintonizziamo con la nostra percezione e sensazione: come mi sembra il terreno in questo momento, sentire dove stiamo mettendo il peso attraverso i nostri piedi e come il peso corporeo è distribuito sul piede è la chiave per una buona organizzazione e risposta neuromuscolare. LEGGI L'ARTICOLO INTEGRALE QUI Autore: Bibiana Badenes - Certified Advanced Rolfer®, Mentor, Rolf Movement™ Practitioner, PT and Ismeta board member - Spain Fonte Originale: European Rolfing Association
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Rolfing®, come pratica e professione, è un'arte che continua a svolgersi e accrescersi per tutta la vita di Rolfer™. La formazione avanzata è un momento molto speciale nella vita di un Rolfer ™, un momento in cui le conoscenze acquisite e le competenze dei primi anni di pratica saranno messe in discussione, affinate e portate ad un livello più elevato. La formazione avanzata permette in modo entusiasmante di approfondire, sperimentare ancor più profondamente cosa significa essere un Rolfer™ e praticare l'integrazione strutturale Rolfing. European Advanced Rolfing® Training 2020, in programma presso l'European Rolfing® Assocation e.V. (ERA) Training Center di Monaco, dal 28 Aprile al 21 Agosto 2020, avrà due insegnanti di eccellenza: Jonathan Martine e Rita Geirola, insegnante internazionale attiva anche nella Formazione Italiana Rolfing® CLICCA QUI per maggiori informazioni sull'European Advanced Rolfing® Training 2020 Fonte ufficiale: European Rolfing Association e.V. Maggiori informazioni su Rita Geirola qui
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La corsa o lo sprint mette una notevole prova il nostro corpo, soprattutto il sistema muscolare e scheletrico... questo è ancor più accentuato nei podisti. Una buona postura e una capacità di movimento efficiente sono essenziali per i podisti! Gli atleti possono utilizzare il metodo di Rolfing® per ottenere un allineamento ottimale del loro corpo e migliorare la propria consapevolezza. Attraverso il Rolfing, i podisti possono infatti aumentare la loro flessibilità, facilitare la respirazione e ridurre il dolore causato dalla tensione fisica. Miglioramento della Prestazione Atletica Il Rolfing può aiutare i podisti a evitare posture scorrette e infortuni allineando idealmente i loro corpi. Rilasciando aderenze e indurimenti nel tessuto connettivo, possono essere migliorate la flessibilità e la mobilità, aumentando la lunghezza della falcata e l'ampiezza di movimento. Tecniche speciali di Rolfing possono anche rilassare i muscoli del torace e aprirlo per consentire una respirazione più efficace, il che è particolarmente importante per i podisti, poiché la respirazione trasporta ossigeno ai muscoli. Il modello mostrato in basso, presso il Museo BODY WORLDS di Berlino, permette una maggiore comprensione della Funzione Muscolare durante la Corsa Analizziamo questo modello: I muscoli scheletrici che le persone possono muovere volontariamente si sovrappongono in modo multistrato, determinando il contorno esterno del corpo. I muscoli in movimento differiscono da quelli rilassati per la loro lunghezza. Più si tendono, più si accorciano. Questa tensione è chiaramente visibile nel modello, poiché i muscoli si contraggono completamente per mettere il podista in movimento. Il torace aperto centralmente del podista permette di osservare i polmoni e il cuore, che sono organi essenziali per gli atleti: il cuore pompa sangue attraverso la circolazione e i polmoni sono responsabili della respirazione. Il Rolfing come Parte del Piano di Allenamento dei Podisti La Rolfing® Structural Integration non lavora solo con il tessuto connettivo, ma considera l'interazione di tutti gli elementi del corpo, come fascia, muscoli, ossa e legamenti. Molti podisti soffrono di dolori legati all'uso eccessivo o agli infortuni. Rilasciando tensioni e blocchi nel tessuto connettivo durante il Rolfing, tali dolori possono essere alleviati e idealmente evitati. Per ogni podista professionista, il Rolfing® potrebbe e dovrebbe essere una parte importante e regolare del proprio piano di allenamento. Un piano che potrebbe includere esercizi specifici per migliorare forza e resistenza, nonché esercizi di stretching e rilassamento per migliorare le prestazioni complessive nella corsa. Articolo Originale pubblicato su European Rolfing Association, clicca qui per leggerlo
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Angela Biancalani e Paola Mazzoni, ci raccontano come è iniziato il percorso che le ha portate ad essere Rolfer™ di successo. Un Live-meeting tenutosi lo scorso 21 Maggio 2020 per la rubrica "Ho Cura di Me: Scelgo il Rolfing®" promossa da Formazione Rolfing® Italia e Associazione Italiana Rolfing®. Maggiori informazione sulla formazione qui: www.formazionerolfing.it
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Ti sei mai chiesto come il tuo corpo riesca a trovare l’equilibrio nello spazio? In un recente articolo pubblicato su Structural Integration: The Journal of the Rolf Institute®, dal titolo The Resonance of Space, Ground, and Gravity, Jörg Ahrend-Löns - Certified Advanced Rolfer® e Rolf Movement® Practitioner - esplora come piedi, occhi e sistema vestibolare collaborino per garantire il nostro equilibrio e la nostra consapevolezza corporea. Attraverso il metodo Rolfing®, possiamo ristabilire una connessione profonda tra il nostro mondo interiore e quello esterno, favorendo un movimento più libero e una maggiore consapevolezza. Il corpo in dialogo con lo spazio Sin dall’infanzia, il nostro sviluppo motorio dipende dalla capacità di risuonare con lo spazio che ci circonda. L’articolo di Ahrend-Löns ci guida alla scoperta di come il corpo crei un continuo scambio di informazioni tra gravità, terreno e postura. Questa interazione non solo sostiene la nostra capacità di camminare o stare in equilibrio, ma influenza anche il nostro benessere globale. Piedi, occhi e sistema vestibolare: un’alleanza per l’equilibrio I piedi rappresentano la nostra connessione diretta con il terreno, fungendo da base stabile. Gli occhi, invece, interpretano il nostro posizionamento nello spazio, mentre il sistema vestibolare nell’orecchio interno regola il senso di equilibrio e orientamento. Il metodo Rolfing® lavora su questi elementi per migliorare la percezione del corpo e armonizzare il movimento. Libertà e leggerezza nel movimento Il metodo Rolfing® non è solo una tecnica di riallineamento posturale, ma anche un processo di esplorazione personale. Migliorare la relazione tra corpo e spazio permette di muoversi con meno sforzo, favorendo un senso di leggerezza e fluidità. Come evidenziato nell’articolo, questa armonia tra corpo e ambiente è il fondamento per una vita più consapevole e sana. L’approccio presentato da Jörg Ahrend-Löns invita a riflettere sul profondo legame tra la struttura del corpo umano e le forze che lo circondano. Il Rolfing® offre una chiave per riscoprire questo equilibrio, trasformando il movimento quotidiano in un’esperienza di libertà e benessere. Se vuoi approfondire, puoi consultare l’articolo originale qui
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L’esperienza personale vissuta durante le dieci sedute di rolfing è stata meravigliosamente positiva. La curiosità e i dubbi nei confronti di qualcosa conosciuta per passaparola e poi letta su alcuni siti internet, si è trasformata in qualcosa di unico mai provata prima che ha cambiato in meglio non solo il mio stato di salute fisico ma anche psicologico. E' trascorso ormai un anno dall’ultima seduta eppure difficilmente scordo cio’ che ho provato. Sono rimasto sorpreso quando alla prima seduta dopo aver conosciuto il mio rolfer abbiamo scattato delle foto per vedere il mio modo di stare in piedi e subito dopo la fine di quest’ultima sembravo un’altra persona, più alto, più dritto: avevamo lavorato solamente sulla respirazione ma la sensazione era come se le sue mani sprofondassero nel mio corpo. La seconda seduta è stata quella che ha dato la svolta in positivo al mio stato di salute (trauma al ginocchio). Il mio rolfer ha lavorato alle articolazioni della gambe, ginocchia e caviglie. La seduta è stata un po’ fastidiosa e dolorosa andando via a fine seduta molto scoraggiato. Qualche giorno dopo, senza rendermene conto, salivo le scale senza sedermi sugli scalini e addirittura mi sono sorpreso qualche settimana dopo a salire in corsa le scale per rispondere al telefono. Erano cambiate le mie risorse in modo silenzioso mentre svolgevo le mie azioni e le mie abitudini quotidiane. La terza seduta seduta è stata svolta in posizione laterale ed è servita per mettere in connessione prima e seconda seduta. La quarta seduta è stata svolta anche qui sulle gambe ma anche sul bacino ed il risultato notato dopo la seduta e dopo giorni è stato vedere o meglio sentire i miei miglioramenti. Sentivo leggero il mio passo durante il cammino e non sentivo più tensione alla schiena standomene tanto in piedi. Non ho ben chiaro il ricordo della quinta seduta. Nella sesta seduta, ricordo il lavoro svolto sul bacino le parole del rolfer sono state quelle di far respirare il bacino, oggi direi che lo scopo della sesta seduta è stata quella di lavorare sull’osso sacro e le sue relazioni con l’iliaco e il coccige e la parte superiore ed inferiore del corpo, e quindi il termine “far respirare il bacino” voleva dire che durante la respirazione il movimento della gabbia toracica e della colonna vertebrale si propagasse sul bacino e parti connesse come se fosse un’onda. La settima seduta, occupandosi della testa, collo e articolazione temporo-manibolare la ricordo in modo particolare in quanto, oltre ad aiutare il mio corpo a stabilizzarsi sempre più, è quella che coinvolge più da vicino la mia professione di odontoiatra. Problemi tra collo, torace e testa sottoforma di tensioni vengono trasferiti all’articolazione temporo mandibolare. In questa seduta si provvede a lavorare sulle fasce dei muscoli temporali in modo da metterli in equilibrio bilanciandoli a destra e sinistra. Ottava, nona seduta, cosi come la decima sono servite come chiusura a ciò che abbiamo lavorato nelle sedute precedenti.
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Sono Alberta, ho 68 anni, e questa è la mia testimonianza sul Rolfing e sul rapporto con la mia rolfer, Miita Mazzali Fulgenzi. Ve la racconto in modo diretto, sull'onda emotiva di una esperienza per me molto importante. Quando cominciai il mio percorso avevo in testa una domanda: come sarà la persona a cui mi sarei affidata per molti mesi? La professionista in questione era Miita Mazzali, una delle prime rolfer in Italia, che mi aspettava nel suo studio a Roma, vicino a Villa Ada, quel parco in cui lo scrittore Niccolò Ammaniti aveva ambientato un suo esilarante romanzo. Il mio percorso iniziava quindi con una citazione letteraria e un sorriso, e questa mi metteva già di buon umore. Quando suonai il campanello e si aprì la porta, mi apparve una persona del tutto diversa dall’immagine che mi ero creato di lei: una donna che non era alta magra e severa, come mi aspettavo, ma piccola e rotonda come me. E, più o meno, della mia stessa età. La prima cosa che ho pensato è stata: Miita è una fata benevola. “Quando suonai il campanello e si aprì la porta, mi apparve una persona del tutto diversa dall’immagine che mi ero creato di lei: una donna che non era alta magra e severa, come mi aspettavo, ma piccola e rotonda come me” La prima seduta era partita con l’anamnesi (la raccolta dalla voce diretta del paziente di tutte quelle informazioni che possono aiutare il terapista a indirizzarsi verso una diagnosi corretta, ndr), che non nascondo, mi stava metteva un po’ di ansia. Il motivo per cui ero lì era che da un po’ di mesi facevo sempre più fatica a camminare, mi sembrava che le gambe fossero trattenute da lacci, e per di più annodati dietro le ginocchia. Ero appesantita e in più le analisi avevano diagnosticato che era in atto un processo di degenerazione artrosica delle ginocchia molto avanzato. Ginnastica, in vita mia, non ne avevo mai fatta, se non sporadicamente e con la sensazione di essere costretta: detestavo le palestre e la filosofia del fitness. Lavoravo per ore al computer e nel tempo libero amavo stare sdraiata a leggere un libro. L’unica attività fisica che mi piaceva fare era camminare, ma ora le mie gambe mi dicevano che non potevo più farlo. Ero appena andata in pensione, mi aspettava una vita nuova in un mondo nuovo, mi ero trasferita appositamente in campagna ma il mio corpo sembrava non volermi più seguire. “ Il motivo per cui ero lì era che da un po’ di mesi facevo sempre più fatica a camminare, mi sembrava che le gambe fossero trattenute da lacci, e per di più annodati dietro le ginocchia” Dopo il colloquio iniziale, con Miita siamo passati alla pratica: mi ha visto camminare e ha notato subito che avevo le spalle troppo rigide, ero sulla difensiva, col busto troppo in avanti e una traiettoria inquinata dal mio disturbo visivo da ambliopica. Dopo un po’ di percorsi mi sono sciolta e mi sono messa sul lettino. Le sue mani hanno cominciato a toccarmi partendo dai piedi. Miita mi ha spiegato che a ogni seduta si sarebbe lavorato su una parte del corpo, fino a completare le dieci tappe. Il suo è un massaggio forte, profondo e spesso anche doloroso, tanto che durante la manipolazione mi ha detto: “guardi che posso farle male…” Il suo lavoro è molto intenso, faticoso, eppure Miita riusciva sempre ad essere morbida e accogliente, con delle braccia quasi materne. Miita mi ha poi spiegato che ogni seduta sarebbe finita con un lavoro sulla testa e, quando lo ha praticato, mi sono sentita 'sciolta'. Il massaggio cranio-sacrale mi piace molto ma quello di Miita mi ha liberato da tutte le tensioni, commuovendomi. Mentre glielo stavo dicendo ho sentito due lacrime scorrere sulle guance. Mi sono vergognata un po’ e lei mi ha sorriso. Intanto abbiamo finito la prima seduta, e mi sono sentita come ubriaca ma al tempo stesso leggera. Mi è sembrato anche di tenermi meglio in piedi. Ci vediamo tra quindici giorni, mi ha detto Miita. La seconda seduta ha riprodotto la magia della prima. Sono entusiasta e grata, anche se il lavoro sui muscoli delle gambe si è rivelato per me molto doloroso. “Intanto abbiamo finito la prima seduta, e mi sono sentita come ubriaca ma al tempo stesso leggera. Mi è sembrato anche di tenermi meglio in piedi” Dopo la terza seduta, mi accorgo che la mia terapia va avanti con un po’ di lentezza, perché vivo a duecento chilometri di distanza, devo prendere auto e treno per arrivare a Roma, spesso rimando gli appuntamenti, costringendola a cambiare la sua agenda. Miita dice che devo mantenere la continuità, altrimenti il lavoro è inutile. So bene - ormai mi conosco – che sta riaffiorando la mia resistenza a muovermi, a 'sentire' il corpo. D'altra parte questa esperienza non è paragonabile a nessun’altra che ho vissuto, forse solo all’analisi psicoanalitica, che ho praticato per molti anni. Sento che si è instaurato il transfert con Miita, e il fatto che lei mi conosca, che sappia il mio segreto, mi mette sulla difensiva. Tuttavia, lo ammetto, a volte penso: non ci torno più. La mia 'fatina benevola', però, mi sgrida. E ha ragione. “D'altra parte questa esperienza non è paragonabile a nessun’altra che ho vissuto, forse solo all’analisi psicoanalitica. che ho praticato per molti anni” In una delle ultime sedute mi lascio definitivamente andare, piango a lungo. Racconto il mio dolore di bambina, il bisogno di madre. Miita mi dice di guardare la bambina che ero stata, di capire di che cosa ha bisogno. La devo riconoscere, abbracciare, amare. In quel dialogo tra noi sento che è una sofferenza che conosce bene, chissà se è arrivata a questo meraviglioso lavoro perché aveva bisogno di riconoscere anche lei la bambina che era stata. È un momento di empatia perfetta, che resterà per sempre nel mio cuore. Mi chiede che cosa mi fa sentire davvero “dentro” il mio corpo, e io rispondo stare nell’acqua, ma senza dover nuotare, senza dover per forza compiere una prestazione. E lei mi dice: stai nell’acqua, muoviti come vuoi, lentamente, fai le capriole e sorridi alla bambina che eri. È il tuo elemento. “In una delle ultime sedute mi lascio definitivamente andare, piango a lungo. Racconto il mio dolore di bambina, il bisogno di madre. Miita mi dice di guardare la bambina che ero stata, di capire di che cosa ha bisogno” Dopo la fine del percorso di dieci sedute, ci siamo viste altre volte, quando io potevo andare o quando lei aveva un’ora libera. Ora che avevo ricominciato a sgambettare, un po’ di mantenimento mi avrebbe fatto solo bene. Mi accorgo che avevo fatto la stessa cosa anche con la mia psicoanalista, come a prolungare un legame, un amore. Avevo in mente di chiamare Miita per vederla quando ho saputo che ci aveva lasciati. Un tumore l’aveva portata via in poco tempo. Avrei voluto sentirmi ancora tra le sue braccia. Avrei voluto abbracciarla anch’io e cullarla come lei aveva fatto con me.
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Sara Bega, Certified Advanced Rolfer™ e Rolf Movement™ Practitioner, intervistata su "Live Social Radio International", parla del Rolfing® e del percorso delle 10 sedute. Un'interessante intervista in cui spiega i benefici della tecnica e le modalità di approccio e lavoro. Sara Bega ha completato con successo la formazione per diventare Rolfer™ nel 2008, ha iniziato a praticare e nel 2010 ha acquisito il primo livello di Tecnica Cranio Sacrale, Upledger.Nel 2011 ha aggiunto il corso specifico per il movimento nell'ambito del metodo Rolfing®, in quanto essenziale per poter migliorare l'utilizzo del nostro corpo. (Rolf Movement Practitioner™). Nel 2013 ha effettuato l'esame di massaggiatore (corso biennale)... maggiori informazioni qui
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Ecco l'esperienza con il Rolfing di Nicola, giovane pianista concertista. Arrivato nello studio della Rolfer® Pierpaola Volpones, per via di un dolore alla spalla destra con rigidità del dito medio della mano destra, in appena 6 mesi è riuscito a risolvere i suoi fastidi riprendendo con maggior dinamismo ed entusiasmo la sua attività concertistica. Pierpaola Volpone dice "Con Nicola non ho seguito il percorso classico dei 10 incontri, ma progettato una serie di sedute dedicate a migliorare e risolvere il problema che si manifestava con dolore e limitata mobilità delle dita, in particolare del medio destro. Un'ulteriore dimostrazione di come la capacità di "ascolto" attraverso il tocco dei Rolfer riesca a individuare le origini dei problemi e risolverli in modo efficace. Il Rolfing è anche una relazione biunivoca tra Cliente e Rolfer, un percorso fatto in sinergia, che porta all'incremento del benessere e alla risoluzione efficace di un ampio panorama di problematiche. Pierpaola dice: Mi è piaciuto lavorare con Nicola, per la sua apertura e capacità di ricevere, sentire e elaborare le informazioni assimilandole. Guarda il video della testimonianza integrale nel link sotto Fonte: https://www.volpones.it/nicola-il-pianista/ Rolfer: Pierpaola Volpones - Advanced Rolfer e Rolf Movement Instructor
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Oggi celebriamo il 127° Anniversario di Ida Pauline Rolf! Oggi vogliamo festeggiare una donna straordinaria che ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo del benessere e del movimento: Dr. Ida P. Rolf. Nata il 19 maggio 1896, fondatrice del metodo Rolfing, che con le sue intuizioni ha trasformato la vita di molte persone in tutto il mondo. Con la sua visione e la sua dedizione, la dr. Ida P. Rolf ha sviluppato un approccio olistico unico che ha rivoluzionato il modo in cui comprendiamo il nostro corpo e la sua connessione con la nostra salute e il nostro benessere. La sua visione rivoluzionaria sull'importanza della Fascia nel nostro corpo [oggi comprovata da sempre più numerose ricerche scientifiche] ha aiutato innumerevoli persone a liberarsi da tensioni, dolori e limitazioni, migliorando la loro postura, il movimento e l'equilibrio globale. A 127 anni dalla sua nascita, celebriamo l'eredità di Ida P. Rolf e il suo impatto duraturo sulla nostra comprensione della fascia e del corpo umano. Riconosciamo il suo ruolo di pioniera nel diffondere la consapevolezza sulla fascia e nel fornire una base teorica per il metodo di lavoro corporeo che continua ad ispirare sempre più professionisti nel campo del benessere. Che sia attraverso le mani di un Rolfer® o l'influenza dei suoi insegnamenti, l'eredità di Ida P. Rolf vive attraverso ogni persona che ha sperimentato la trasformazione e la libertà che l'Integrazione Strutturale può offrire. Anche quest'anno celebriamo la vita di Ida P. Rolf, la sua straordinaria visione e il suo contributo senza tempo alla nostra comprensione del corpo e del benessere. Rendiamo omaggio a questa pioniera nella ricerca sulla Fascia e rinnoviamo il nostro impegno a vivere in armonia con il nostro corpo, la mente e lo spirito. Un giorno importante per tutti i Rolfer® In occasione del compleanno della dott.ssa Ida Pauline Rolf, fondatrice del metodo Rolfing®, in contemporanea con i Rolfer™ di tutta Europa, da oggi fino alla fine di Maggio, molti Rolfer™ italiani iscritti all'Associazione Italiana Rolfing®, proporranno iniziative e promozioni per ritrovare il proprio benessere e ripartire con più energia, equilibrio ed dinamismo. Vi invitiamo dunque a contattare il Rolfer a voi più vicino per scoprire quali iniziative ha riservato per voi in questo periodo. Sconti, promozioni, studi aperti e tante altre attività locali sono attive per favorire il vostro benessere e perpetuare il ricordo della dr. Ida P. Rolf Inizia da qui Trova il Rolfer a te più vicino attraverso il tool di ricerca presente nella sezione "Trova un Rolfer" di questo sito, chiama il +39 337 222627 oppure invia una e-mail alla nostra segreteria per essere orientato verso la scelta migliore alle tue esigenze! TROVA UN ROLFER CHIAMA INVIA UNA E-MAIL
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La fascia è un tessuto connettivo che avvolge e sostiene i muscoli, gli organi e altre strutture nel corpo umano. Recentemente, un'importante pubblicazione uscita sul Journal of Dr. Ida Rolf Institute, ha fatto luce su come le tecniche di rilascio miofasciale possano influenzare la microcircolazione nella fascia toracolombare. Questo studio, condotto da Lina Amy Hack, Certified Advanced Rolfer®, Andreas Brandl, MS, DO, e Robert Schleip, PhD, Rolfing® Instructor, ha utilizzato la tecnologia O2C per investigare cambiamenti dinamici nella circolazione sanguigna, rivelando nuove ed affascinanti scoperte. L'Obiettivo dello Studio Il recente studio si è concentrato sull'effetto del rilascio miofasciale sulla microcircolazione nella fascia toracolombare. Utilizzando la tecnologia O2C, che misura la saturazione di ossigeno e il flusso sanguigno nei capillari, i ricercatori hanno esaminato come questa tecnica possa migliorare la circolazione in aree del corpo dove i capillari sono così piccoli da essere invisibili ad occhio nudo. Le Scoperte del Ricercatore Robert Schleip, uno dei ricercatori principali, ha condiviso il suo entusiasmo per i risultati dello studio. "Come molti ricercatori nel campo dell'integrazione strutturale, sono stato colpito dalla possibilità di esplorare se un cambiamento dinamico nella microcircolazione potesse essere indagato con la nuova tecnologia O2C," ha dichiarato Schleip. "Questo studio conferma ancora una volta quanto avvenga nei tessuti fasciali durante un trattamento, un aspetto di cui non avevamo piena consapevolezza." Schleip sottolinea che, mentre le indagini precedenti si erano concentrate sui cambiamenti biomeccanici dei tessuti o sugli aspetti neuro-sensoriali, lo studio attuale ha dimostrato chiaramente come il rilascio miofasciale possa migliorare significativamente il flusso sanguigno attraverso capillari molto piccoli. Questa scoperta offre una nuova prospettiva su quanto poco sappiamo realmente su ciò che accade sotto le nostre mani mentre interagiamo con la fascia. Implicazioni per la Terapia Manuale Le implicazioni di questi risultati sono notevoli per i professionisti della terapia manuale. L'aumento della microcircolazione osservato grazie al rilascio miofasciale potrebbe contribuire a migliorare l'efficacia dei trattamenti terapeutici, favorendo una migliore ossigenazione e nutrizione dei tessuti. Inoltre, offre nuove opportunità per comprendere e perfezionare le tecniche di trattamento, rendendo i protocolli di rilascio miofasciale ancora più efficaci. Conclusione Questo studio rappresenta un importante passo avanti nella comprensione di come il rilascio miofasciale possa influenzare la microcircolazione. Non solo conferma l'efficacia della tecnica nel migliorare il flusso sanguigno attraverso capillari minuscoli, ma apre anche la strada a ulteriori ricerche e sviluppi nel campo della terapia manuale. Conoscere e comprendere meglio questi processi potrebbe rivoluzionare il modo in cui trattiamo e riabilitiamo i pazienti, offrendo soluzioni più precise e personalizzate per il benessere fisico. ACCEDI ALLO STUDIO COMPLETO QUI
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Da un recente articolo pubblicato sul sito della European Rolfing Association e.V., a cura di Sabine Becker, emerge un interessante dialogo tra due approcci complementari al movimento e al benessere corporeo: il Rolfing e il Pilates. Protagonista dell’intervista è Marion Reiff, ex tuffatrice olimpionica, oggi Certified Rolfer™ e istruttrice di Pilates, che racconta come la formazione in Rolfing abbia trasformato la sua comprensione del corpo umano e arricchito profondamente il suo modo di insegnare. Secondo Reiff, il Rolfing offre agli insegnanti di Pilates strumenti preziosi per “leggere” la struttura del corpo e i suoi schemi di movimento con maggiore precisione, andando oltre i principi posturali tradizionali. “Ogni corpo è unico”, afferma, “e il Rolfing mi aiuta a riconoscere i movimenti, i blocchi e le compensazioni che emergono nella loro complessità.” Una postura dinamica, non ideale Grazie al Rolfing, la visione della postura cambia radicalmente: non esiste una posizione ideale da mantenere, ma un equilibrio dinamico che varia in base al movimento e alla situazione. Il core e il pavimento pelvico non devono restare costantemente attivi, ma sapersi adattare con flessibilità. Anche la cosiddetta “schiena cava” o la posizione neutra del bacino vengono reinterpretate alla luce dell’anatomia individuale e del principio di movimento naturale. Il Rolfing e il Pilates sono due metodi che si completano Mentre il Pilates modella e rafforza, il Rolfing crea spazio e libertà di movimento lavorando in profondità sul tessuto fasciale. Le tecniche manuali dell’Integrazione Strutturale Rolfing® aiutano ad attivare aree sottoutilizzate e a ridurre le tensioni, rendendo gli esercizi più fluidi e naturali. Il tocco del Rolfer, racconta Reiff, viene percepito come un sostegno delicato e consapevole, che guida il corpo verso un miglior allineamento e una maggiore percezione di sé. Il mantra di Marion Reiff sintetizza perfettamente la filosofia condivisa tra Rolfing e Pilates quando si incontrano: “Non esiste una postura perfetta, ma la capacità di adattarsi al cambiamento.” Un principio che libera il corpo da schemi rigidi e restituisce al movimento la sua naturalezza, rendendo l’allenamento più efficace, sostenibile e adatto alla vita quotidiana. Un invito agli istruttori di Pilates L’intervista si conclude con un consiglio: provare in prima persona una seduta di Rolfing. Solo attraverso l’esperienza diretta, sottolinea Reiff, è possibile comprendere davvero cosa significhi “abitare il corpo” (embodiment) e trasmettere questa consapevolezza ai propri allievi in modo autentico. Per leggere l’intervista completa a Marion Reiff, visita l’articolo originale pubblicato sul sito della European Rolfing Association, clicca qui Articolo originario: Rolfing® meets Pilates: How a different view of the body is revolutionising training Autore: Sabine Becker
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In questo articolo pubblichiamo una testimonianza significativa che arriva dal mondo della danza professionale e che mette in luce un aspetto profondo del Rolfing®: la trasformazione del rapporto con il proprio corpo. L’autrice, Judit Ruiz Onandi, Certified Advanced Rolfer®, Rolf Movement™ Practitioner e insegnante, racconta in prima persona come il Rolfing l’abbia aiutata a passare da una visione del corpo come strumento da utilizzare a quella di un vero compagno di viaggio. L'Articolo originale, pubblicato su European Rolfing Associazione - rolfing.org -, esplora non solo gli effetti fisici del lavoro con la fascia e l’integrazione strutturale, ma anche il profondo impatto sulla consapevolezza corporea, sull’ascolto, sulla creatività e sulla resilienza emotiva. È una lettura preziosa per chi, come noi dell’Associazione Italiana Rolfing®, crede nel valore del Rolfing® non solo come metodo per migliorare il benessere e le performance, ma come strumento di relazione con sé stessi. Come il Rolfing ha cambiato il mio rapporto con il corpo come danzatrice Autrice dell’articolo originale: Judit Ruiz Onandi danzatrice professionista, Rolfer® e Rolf Movement™ Practitioner. Come danzatrice professionista, ho vissuto dentro un corpo costantemente impegnato a performare, adattarsi ed essere modellato dalla coreografia. Per anni ho pensato al mio corpo quasi esclusivamente come a uno strumento: qualcosa da allenare, disciplinare e perfezionare. Fare esperienza del Rolfing® e approfondire il ruolo della fascia ha cambiato completamente questa visione. Ha aperto un nuovo percorso di consapevolezza corporea che è diventato essenziale per la mia carriera nella danza. Come danzatrice, il Rolfing mi ha dato la sensazione che il mio corpo sia più di uno strumento: è il mio compagno. La fascia nella danza: perché è più importante di quanto pensi Come molti danzatori, avevo sentito parlare di fascia, ma non ne comprendevo davvero la rilevanza. Il punto di svolta è arrivato quando ho appreso per la prima volta che la fascia può rimanere contratta anche dopo che un infortunio viene considerato medicalmente “guarito”. Mi riconoscevo profondamente in quell’esperienza in cui mi dicevano che andava tutto bene, ma io sentivo che qualcosa non si era ancora ristabilito. Attraverso le sessioni di Rolfing, ho compreso quanto profondamente la fascia possa influenzare quei requisiti fondamentali per la mia carriera di danzatrice: adattabilità e fluidità equilibrio e allineamento efficienza del movimento capacità di percepire e rispondere resilienza a lungo termine in una professione fisicamente impegnativa Non si trattava di un concetto anatomico astratto: era qualcosa che sentivo direttamente nel mio movimento. Rolfing® e fisioterapia: andare più in profondità? Per anni, osteopatia e fisioterapia mi hanno supportata durante stiramenti ricorrenti e il carico cronico della danza professionale. Il loro lavoro è stato prezioso, ma si concentrava soprattutto su momenti di infortunio o di dolore acuto. Dopo quelle sedute il dolore spariva, ma spesso avvertivo che qualcosa di più profondo nel mio corpo continuava a trattenere, qualcosa a cui non riuscivo davvero ad accedere. Il Rolfing ha toccato quello strato. Questo lavoro ha portato un livello di coerenza e facilità che mi accompagnava di nuovo in sala prove. Dopo aver iniziato con il Rolfing, ho avuto una sensazione generale di un corpo molto più adattabile e capace di affrontare richieste fisiche estreme. Per la prima volta ho provato un senso di integrazione, anziché un sollievo temporaneo. Come il Rolfing ha migliorato la qualità del mio movimento Dopo diverse sessioni di Rolfing, il mio corpo si sentiva diverso in modi profondamente significativi per la mia carriera nella danza: più radicato nel trasferimento del peso più chiaro nella direzione e nell’intenzione meno faticoso nell’estensione e nella sospensione più spazioso intorno alle articolazioni più connesso lungo tutta la linea corporea Era come se potessi muovermi con meno “rumore” interno. Il movimento diventava più reattivo e meno faticoso. Il mio dolore cronico alla zona lombare — che mi accompagnava da cinque anni — si è attenuato mentre il corpo si riorganizzava. Il mio corpo ora si sente molto più vivo e sveglio rispetto a 20 anni fa. Dal forzare all’ascoltare: Rolfing e intelligenza somatica La vera trasformazione non è stata solo fisica, ma relazionale. Il Rolfing mi ha aiutata a passare da “Come faccio a far fare questo al mio corpo?” a “Cosa mi sta dicendo il mio corpo su come questo movimento vuole accadere?”. Questo ha cambiato: il modo in cui mi riscaldo il modo in cui recupero il modo in cui gestisco l’intensità il modo in cui affronto vecchie abitudini e la fatica Il mio corpo è diventato meno un oggetto e più un collaboratore. Si è instaurato un nuovo atteggiamento: curiosità anziché pressione. Ho iniziato a trattare il mio corpo con più rispetto, ad ascoltarlo di più, e questo mi ha aiutata ad alleviare disagi o dolori che altrimenti avrei avuto. Chiarezza, creatività e facilità: gli effetti più ampi del Rolfing Più il mio corpo si sentiva organizzato e spazioso, più anche il mio panorama emotivo cambiava. Ho sperimentato maggiore chiarezza durante le prove, più presenza in scena e una sensazione più silenziosa di supporto interno nella vita quotidiana di quel periodo. Ciò che mi ha sorpresa di più è stata la rapidità con cui sono emerse leggerezza e apertura — non solo fisicamente, ma anche mentalmente. Quello che ha catturato la mia attenzione è stata la sensazione di spazio e leggerezza nel mio corpo e nella mia mente. Il cambiamento non riguardava il fare di più, ma l’ascoltare in modo diverso. Perché il Rolfing® può sostenere i danzatori nel lungo periodo Il Rolfing ha continuato a influenzare il modo in cui mi allenavo e mi prendevo cura di me durante la mia carriera nella danza, aiutandomi a gestire le richieste a lungo termine della vita di un danzatore. Il Rolfing può aiutare i danzatori a sviluppare una relazione più profonda con: la consapevolezza corporea l’organizzazione strutturale schemi di movimento efficienti le risposte allo stress e al sovraccarico Anche dopo aver lasciato il palcoscenico, questo lavoro è rimasto rilevante nel modo in cui comprendo e mi prendo cura del mio corpo. Mi ha offerto un modo per restare in contatto con me stessa — non solo come danzatrice, ma come essere umano in movimento nel mondo. Il mio corpo come compagno – grazie al Rolfing® Imparare a vedere il mio corpo come un compagno ha trasformato il mio approccio al movimento e alla mia carriera di danzatrice di allora — e continua a influenzare la mia vita oggi. Il Rolfing® ha avuto un ruolo significativo in questa trasformazione, offrendo un modo di lavorare con la fascia, la percezione e il movimento che continua a sostenere il mio percorso. Autrice: Judit Ruiz Onandi – Certified Advanced Rolfer®, Rolf Movement™ Practitioner – Irlanda Editing: Sabine Becker Crediti fotografici: Nikola Kostic
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L'animazione è stata creata per la Aberystwyth University's Sports Science Department, in collaborazione con il Dr. Marco Arkesteijn il quale ha aiutato gli studenti nel rendering delle complesse relazioni muscolari














